MICHELE BIANCOFIORE
               
               
                 

Michele BIANCOFIORE, nato a San Giovanni Rotondo il 2 giugno 1922, ha frequentato le scuole elementari in San Giovanni Rotondo, sotto la guida del Maestro Giuseppe ORTORE. Si trasferisce poi a San Domenico di Fiesole – Firenze per frequentare la scuola media e il biennio ginnasiale. Rientrato nella città natale, consegue il diploma liceale a San Severo. C’è chi lo ricorda tra i promotori della squadra locale di calcio e altre attività sportive.
Chiamato alle armi il 2 febbraio 1943 iniziava in Marostica (Vicenza) il 5° Corso di A. U. C. Da questo momento in poi, la sua vicenda personale è la stessa di quel glorioso 51° Battaglione che nel luglio dello stesso anno opera in Puglia alla difesa dell’aeroporto di Bari Palese.


I fatti del 25 luglio e del successivo 8 settembre con la firma dell’armistizio, non portarono nessun segno di sbandamento nelle loro coscienze, ognuno si sentiva soldato e responsabile verso le istituzioni e la Patria; le idee personali venivano accantonate, tutti seppero mantenere un comportamento esemplare che portò quegli uomini ad essere pietra angolare della ricostituzione del nostro esercito ed una delle forze motrici della campagna di liberazione in Italia. Non a caso molti storici definirono questo particolare periodo il “SECONDO RISORGIMENTO ITALIANO”.

               


“Il Mattino del 9 settembre, il Battaglione, dalla sede di Bitonto, si portò fulmineo a Bari per liberare il porto occupato nella mattinata da paracadutisti tedeschi, ottenendone il sopravvento e rastrellando in città e dintorni, circa 2.000 nemici; il giorno 10 bloccò una colonna di 50 macchine ed il giorno 12 occupò, con due compagnie bersaglieri, il settore di difesa a sbarramento della rotabile Foggia-Bari, mentre la Compagnia Moto incaricata della presa di contatto con il nemico, si scontrò con successo a Trani e Barletta. ….. Costituite piccole colonne mobili il Battaglione eliminò le residue resistenze nemiche di San Michele, Gioia del Colle, Sant’Erasmo ed Altamura e le sue pattuglie motocicliste si incontravano con i reparti inglesi a Potenza e Matera. Elogiato per il superbo comportamento tenuto dopo l’armistizio, venne prescelto a costituire, con il 67° RGT Fanteria, la massa d’urto della prima unità italiana combattente. Vinte la diffidenza e la campagna disgregatrice interna, il battaglione accettò il combattimento di Mignano e gli allievi, inquadrati dagli anziani, furono all’altezza del duro compito loro affidato.” (“Qui si parla di voi” di Antonio RICCHEZZA, Poligrafiche Bolis, Bergamo, 1946, pagg. )
Michele BIANCOFIORE, malgrado il ricovero in infermeria per una caduta accidentale dalla motocicletta, volle essere dimesso per partire con i suoi compagni alla volta di Mignano per realizzare quel sogno, fortemente idealizzato con i suoi compagni, di raggiungere e liberare Roma, inconsapevole del glorioso destino che lo attendeva in Regione Casa La Selva a Montelungo all’alba dell’08 Dicembre 1943.


Errori tattici ed errate valutazioni soprattutto americane, portarono al massacro quei giovani del 51° Battaglione Bersaglieri. Il combattimento di Montelungo, per il suo valore ideale, appartiene non alla cronaca ma alla Storia d’Italia e permise che si diffondesse nel mondo la notizia che per la prima volta nella Seconda Guerra Mondiale, i soldati italiani si battessero a fianco dei soldati alleati con impeto e saldezza, vincendo l’amarezza e lo sconforto di quel periodo storico in cui l’Italia era divisa, straziata, umiliata; una realtà dalla quale bisognava venirne fuori. Lo stesso Generale Clark, Comandante della Quinta Armata Americana, con queste parole, disse: “Questa azione dimostra la determinazione dei soldati italiani di liberare il loro Paese dalla dominazione tedesca. Determinazione che può servire d’esempio a tutti i popoli oppressi d’Europa”.


Decreto 1° Luglio 1944
Luogotenente Generale del Regno
Promozione a Sottotenente di complemento per merito di guerra “alla memoria”
All’Allievo Ufficiale di Complemento del 51° Battaglione Bersaglieri
Michele BIANCOFIORE

Con la seguente motivazione:

“Allievo Ufficiale, studente universitario, nell’ora in cui la Patria, divisa in due, più reclamava l’azione dei suoi figli migliori, si offriva di concorrere subito, con le armi in pugno alla lotta contro il nemico germanico.
Dimostrava di possedere l’essenziali virtù dell’ufficiale italiano e sublimava con sacrificio della giovane vita, l’indefettibile senso del dovere e l’ardente amore di Patria.
Preclaro esempio di cittadino e di soldato, lucente fiaccola di fede nella nuova Italia. “
(Monte Lungo, 8 dicembre 1943)


F.to Umberto di Savoia

Ministero della Guerra
Umberto di Savoia, Principe di Piemonte
Luogotenente Generale del Regno con suo Decreto
In data del 30 Aprile 1946

Di Moto Proprio

Ha conferito la Medaglia d’Argento al Valor Militare al Caporal Maggiore A.U.C. del 51° Battaglione Bersaglieri 2^ Compagnia
BIANCOFIORE Michele di Matteo (alla memoria)

“Capo arma di squadra fucilieri in agguato durante la notte per una azione da svolgersi alle prime luci dell’alba, ricevuto l’ordine di muovere all’attacco di munite posizioni avversarie, per primo si lanciava all’attacco e per primo veniva colpito da piombo tedesco all’addome. Incurante della ferita e del dolore proseguiva nell’azione solo preoccupato di portare a termine il compito affidatogli; colpito da una seconda raffica di mitragliatrice, si abbatteva al suolo. Ai compagni accorsi per soccorrerlo gridava queste parole: <<LASCIATEMI STARE, CONTINUATE A COMBATTERE PER LA NOSTRA PATRIA, VIVA L’ITALIA!>> Mirabile esempio di coraggio e di spirito di sacrificio.”
Regione Casa La Selva, 8 Dicembre 1943.

Roma, addì 30 giugno 1946
IL MINISTRO
Manlio BROSIO

LI BATTAGLIONE AVC 2.A Cp.: cap. Visco - all. Biancofiore - ten. Moiso - ten. Ianni

 

                 

 

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