“Il Mattino del 9 settembre, il Battaglione, dalla sede di Bitonto,
si portò fulmineo a Bari per liberare il porto occupato nella
mattinata da paracadutisti tedeschi, ottenendone il sopravvento e rastrellando
in città e dintorni, circa 2.000 nemici; il giorno 10 bloccò
una colonna di 50 macchine ed il giorno 12 occupò, con due compagnie
bersaglieri, il settore di difesa a sbarramento della rotabile Foggia-Bari,
mentre la Compagnia Moto incaricata della presa di contatto con il nemico,
si scontrò con successo a Trani e Barletta. ….. Costituite
piccole colonne mobili il Battaglione eliminò le residue resistenze
nemiche di San Michele, Gioia del Colle, Sant’Erasmo ed Altamura
e le sue pattuglie motocicliste si incontravano con i reparti inglesi
a Potenza e Matera. Elogiato per il superbo comportamento tenuto dopo
l’armistizio, venne prescelto a costituire, con il 67° RGT
Fanteria, la massa d’urto della prima unità italiana combattente.
Vinte la diffidenza e la campagna disgregatrice interna, il battaglione
accettò il combattimento di Mignano e gli allievi, inquadrati
dagli anziani, furono all’altezza del duro compito loro affidato.”
(“Qui si parla di voi” di Antonio RICCHEZZA, Poligrafiche
Bolis, Bergamo, 1946, pagg. )
Michele BIANCOFIORE, malgrado il ricovero in infermeria per una caduta
accidentale dalla motocicletta, volle essere dimesso per partire con
i suoi compagni alla volta di Mignano per realizzare quel sogno, fortemente
idealizzato con i suoi compagni, di raggiungere e liberare Roma, inconsapevole
del glorioso destino che lo attendeva in Regione Casa La Selva a Montelungo
all’alba dell’08 Dicembre 1943.
Errori tattici ed errate valutazioni soprattutto americane, portarono
al massacro quei giovani del 51° Battaglione Bersaglieri. Il combattimento
di Montelungo, per il suo valore ideale, appartiene non alla cronaca
ma alla Storia d’Italia e permise che si diffondesse nel mondo
la notizia che per la prima volta nella Seconda Guerra Mondiale, i soldati
italiani si battessero a fianco dei soldati alleati con impeto e saldezza,
vincendo l’amarezza e lo sconforto di quel periodo storico in
cui l’Italia era divisa, straziata, umiliata; una realtà
dalla quale bisognava venirne fuori. Lo stesso Generale Clark, Comandante
della Quinta Armata Americana, con queste parole, disse: “Questa
azione dimostra la determinazione dei soldati italiani di liberare il
loro Paese dalla dominazione tedesca. Determinazione che può
servire d’esempio a tutti i popoli oppressi d’Europa”.
Decreto 1° Luglio 1944
Luogotenente Generale del Regno
Promozione a Sottotenente di complemento per merito di guerra “alla
memoria”
All’Allievo Ufficiale di Complemento del 51° Battaglione Bersaglieri
Michele BIANCOFIORE
Con la seguente motivazione:
“Allievo Ufficiale,
studente universitario, nell’ora in cui la Patria, divisa in due,
più reclamava l’azione dei suoi figli migliori, si offriva
di concorrere subito, con le armi in pugno alla lotta contro il nemico
germanico.
Dimostrava di possedere l’essenziali virtù dell’ufficiale
italiano e sublimava con sacrificio della giovane vita, l’indefettibile
senso del dovere e l’ardente amore di Patria.
Preclaro esempio di cittadino e di soldato, lucente fiaccola di fede
nella nuova Italia. “
(Monte Lungo, 8 dicembre 1943)
F.to Umberto di Savoia
Ministero della Guerra
Umberto di Savoia, Principe di Piemonte
Luogotenente Generale del Regno con suo Decreto
In data del 30 Aprile 1946
Di Moto Proprio
Ha conferito la Medaglia
d’Argento al Valor Militare al Caporal Maggiore A.U.C. del 51°
Battaglione Bersaglieri 2^ Compagnia
BIANCOFIORE Michele di Matteo (alla memoria)
“Capo arma di squadra
fucilieri in agguato durante la notte per una azione da svolgersi alle
prime luci dell’alba, ricevuto l’ordine di muovere all’attacco
di munite posizioni avversarie, per primo si lanciava all’attacco
e per primo veniva colpito da piombo tedesco all’addome. Incurante
della ferita e del dolore proseguiva nell’azione solo preoccupato
di portare a termine il compito affidatogli; colpito da una seconda
raffica di mitragliatrice, si abbatteva al suolo. Ai compagni accorsi
per soccorrerlo gridava queste parole: <<LASCIATEMI STARE, CONTINUATE
A COMBATTERE PER LA NOSTRA PATRIA, VIVA L’ITALIA!>> Mirabile
esempio di coraggio e di spirito di sacrificio.”
Regione Casa La Selva, 8 Dicembre 1943.
Roma, addì
30 giugno 1946
IL MINISTRO
Manlio BROSIO




LI BATTAGLIONE AVC 2.A
Cp.: cap. Visco - all. Biancofiore - ten. Moiso - ten. Ianni