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SAN
GIOVANNI ROTONDO |
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| GALLERIA FOTO SAN GIOVANNI ROTONDO | |||||||||
Cenni storici Le origini della città hanno radici antichissime. Nel II millennio a.C., il territorio veniva frequentato da gruppi tribali provenienti dalla penisola balcanica: dall’Illiria, dalla Tracia, dalla Frigia e dalla Troade. La tribù dei Paiones (pavoni) provenienti proprio dalla Troade , si stanziò stabilmente sulla cima del monte Castellano (Crocicchia), dove fondava la città di GARGANOS (città di pietra), dando allo stesso monte l’etimo di GARGARO, che in seguito sarebbe divenuto GARGANUS- GARGANO, estendendo, cosi, il suo toponimo a tutto il promontorio. In età romana, l’insediamento a valle assumeva il toponimo di BISANUM, villaggio del dio dalle due faccie (GIANO), mentre quello posto sulla cima del monte recava l’etimo di CATELLANUM BISANI, castello di Bisano (di Giano). Nel Medioevo il sito di BISANUM venne assegnato al monastero di San Giovanni in Lamis dei padri benedettini (oggi convento di San Matteo) e il diploma del conte normanno Enrico, dato a Monte Sant’Angelo il 14 novembre 1095, sanciva storicamente la fondazione della città con il nuovo toponimo di “SAN GIOVANNI ROTONDO”. La città, nello scorrere dei secoli, ha subito dominazioni angioine, aragonesi, spagnole ma seppe sempre conservare la sua dignità. In età risorgimentale (1860-1861) piantò nelle sue piazze l’albero della libertà, offrendo in sacrificio la vita dei suoi figli minori. Sacrificio che si rinnovò nel 1920, quando il popolo sangiovannese gridò in piazza dei Martiri tutta la sua ansia di giustizia, di uguaglianza e di libertà. Le due guerre mondiali videro molti figli di San Giovanni Rotondo morire nelle trincee, sui campi di battaglia. La Montagna della Croce , dove sorgeva la città di Gargari, che improntava di sé la vita di tutto un promontorio, oggi indica al mondo intero, nell’umile, sofferente e splendida figura di un frate francescano, Padre Pio, nuovi itinerari e cammini di speranza. Nell’ anno domini 1997, Padre Pio veniva dichiarato Venerabile e il 2 maggio 1999 veniva proclamato Beato. Il 16 giugno 2002, in Piazza San Pietro, il Papa dichiara santo il Beato Pio da Pietrelcina. La festa liturgica di San Pio da Pietrelcina ricorre il 23 settembre di ogni anno. |
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Padre Pio
Durante la sua permanenza in piccole cittadine per i suoi studi, viene colto da un’inspiegabile e dolorosa malattia che lo terrà quasi sempre lontano dalla comunità del cappuccini. Il 10 agosto 1910, nel duomi di Benevento Fra Pio è consacrato sacerdote nelle mani di Monsignor Paolo Schinosi, arcivescovo di Marcianapoli; il 14 Agosto celebra a Pietrelcina la prima messa solenne. In una lettera a Padre Benedetto confessa di avere la stimmate invisibili. Nel 1911 durante il breve soggiorno a Venafro è sottoposto a visite mediche che vengono effettuate a Napoli. Il 16 marzo del 1918 Padre Pio si stabilisce per sempre nel convento di San Giovanni Rotondo.
Il 4 aprile 1957 Padre Pio è nominato da Pio XII direttore a vita della fraternità del Terz’Ordine francescano “ Santa Maria delle Grazie” e gli viene conferito il privilegio di dirigere la Casa Sollievo della Sofferenza. Il 5 maggio, nel discorso tenuto in occasione del primo anniversario dell’ospedale, Padre Pio traccia le linee programmatiche della sua opera (“tempio di preghiera e di scienza”) e profetizza un centro di studi internazionale, una casa per anziani, un cenacolo per gli esercizi spirituali e la costituzione di una nuova milizia al servizio dell’ammalato. Il 25 aprile 1959 Padre Pio si ammala e il 22 settembre alle 5 del mattino Padre Pio celebra la sua ultima messa. Alle 2,30 del 23 settembre 1968 padre Pio muore serenamente pronunciando le parole “Gesù e Maria”. Ai suoi solenni funerali partecipano oltre centomila persone. Il 27 settembre 1968 viene aperta ai fedeli la cripta che custodisce il corpo di Padre Pio. Da allora è iniziato un pellegrinaggio ininterrotto di fedeli alla sua tomba.
PORTA MAGGIORE (sec.
XII-XIII). Edificata da Federico II di Svevia, era una delle quattro
porte della città, la più grande, munita di un ponte levatoio;
inglobata nella cinta muraria del castello di San Giovanni Rotondo. PORTA DEL LAGO (sec XII-XIII).
Edificata tra il 1150 e il 1234. La porta detta “del lago”
perche prospiciente una vasta zona lacustre che si estendeva a ovest
delle fortificazioni. Era composta da archi semicircolari e con una
volta a forma gotica. Venne demolita nel 1876. PORTELLA (sec XII-XIII).
Era la più piccola delle quattro porte delle fortificazioni del
castello di san Giovanni Rotondo. TORRE QUADRANGOLARE (sec
XII-XIII). Era una delle 15 torri edificate fra il 1150 ei il 1194,
completate e consolidate verso il 1234 dall’imperatore Svevo Federico
II. TORRE CILINDRICA(sec
XII-XIII). Era una delle 15 torri edificate tra il 1150 e ilo 1234.
Ora è sede del Museo delle Arti Popolari ( intitolato al dottor
M. Capuano). TRACCIE MURARIE ( sec
XII- XIV). Tracce murarie delle antiche fortificazioni del Castello
di San Giovanni Rotondo, oggi sono inglobate nei fabbricati del centro
storico della città e, quelle che restano, sono visibili in alcune
strade. FABBRICHE COMPLESSO MONASTICO
SUORE CLARISSE (sec XVII). Rimase aperto fino al 1905 e in esso furono
sistemati un asilo infantile, un mendico mio, un piccolo ospedale voluto
da Padre Pio nel 1925, con 20 posti letto intitolato a san Francesco. PALAZZO DI CITTA’
EX CONVENTO DI SAN FRANCESCO (Sec XV). Edificato nel 1470, il convento
accolse i frati francescani. Nel 1476 fu completata la chiesa dedicata
a san Francesco. Nel 1810, con la soppressione degli ordini religiosi,
il Convento diveniva patrimonio del Regno di Napoli. Nel 1815, fu adibito
a palazzo Comunale (Corso Umberto I). CASA DELL’UNIVERSITA’
(sec XIV- XV). In età angioina e aragonese, era la sede dell’università
e delle assemblee popolari di San Giovanni Rotondo (Via Castellana). PALAZZO DEL CAPITANO
DELLA PIAZZA D’ARMI (sec XVII). Sede del rappresentante del gran
capitano Consalvo Ferrante di Cordova “utile Signore della terra
di San Giovanni Rotondo”. (Via Basalemme). PALAZZO CAVANIGLIA (sec
XVII). Edificato tra il 1615 e il 1630. Sede del barone don Michele
Cavaniglia, feudatario di San Giovanni Rotondo (Corso Regina Margherita). CASA NATALE DI CELESTINO
GALIANI (1681-1753) (sec XVII). E’ nell’attuale via C. Galiani,
nei pressi della chiesa matrice. È il luogo in cui sorgeva nel
1681 la casa natale di Mons. Celestino Galiani. Arcivescovo di Taranto,
Tessalonica,Cappellano maggiore del regno di Napoli. Ministro dei regi
studi e Riformatore della regia università degli studi di Napoli.
Definito uomo dottissimo in tutte le scienze. (Via C. Galiani). PALAZZO VERNA ( sec XVII-XVIII).
Sede di una delle famiglie benemerite di san Giovanni Rotondo. I suoi
componenti furono sindaci, ecclesiastici. Contribuirono, con delle donazioni,
alla costruzione di chiese ed edifici pubblici fra cui il Palazzo di
Città (ex convento francescano,sec XV). Nella stessa via ha sede
la casa natale di mons. Cocle ( al numero civico 9) (Via Cocle) PALAZZO BRAMANTE-GIULIANI
(sec XVIII). Edificato nel secolo XVIII, è uno dei palazzi simbolo
della città. Vi abitarono nei secoli decurioni, Sindaci, Arcipreti.
Vi nacque Fra Ludovico Bramante, morto a Marsiglia nel 1867. (via Galiani) LA VITTORIA ALATA- MONUMENTO
AI CADUTI IN GUERRA (sec XX). Edificato nel 1924, il monumento rappresenta
la memoria e il ricordo della Città ai suoi caduti nelle due
guerre mondiale. (Piazza Europa) PALAZZO LECCE (sec XX).
Edificato in vari anni dal 1930-1935. Sede di una delle famiglie che
dette alla città sindaci e professionisti. Il palazzo è
una delle memorie storiche dei sangiovannesi. (Corso G. Matteotti) EX PALAZZO CAVALLI-MASSA
(sec XX). Edificato tra il 1930-1935, il palazzo presenta interessanti
rilievi architettonici sulla facciata principale (Viale Kennedy) MONUMENTO AI CADUTI NELLA
MINIERA (sec XX). Edificato nel 1986 il monumento ricorda i 17 minatori
caduti sul lavoro nella miniera della Montecatini( estrazione di bauxite).
Si trova nella piccola villa comunale antistante la chiesa di Sant’Onofrio
( Piazza del Carmine) SCUOLA ELEMENTARE “MICHELE
MELCHIONDA” (sec XX). Edificata nel 1935 in piena era fascista,
come è nella sua forma uguale a tanti edifici scolastici sorti
in quel periodo. L’edificio è intitolato al Sotto tenente
Michele Melchionda, medaglia doro al valore militare (alla memoria),
caduto in africa il 6 aprile 1938 ( Viale Kennnedy). VIA CRUCIS MONUMENTALE
(sec XX). Iniziata nel 1968, con la benedizione della prima pietra presieduta
da Padre Pio. Fu inaugurata il 25 maggio 1971. La sacra via è
cosi composta : larga 9 metri, lunga 141 metri, con 152 scalini. Inizia
con due rampe che chiudono un’ esedra con al centro la statua
di padre pio benedicente. Le opere in bronzo e la statua, in marmo di
Carrara, della Madonna con bambino sono dello scultore Francesco Messina,
sono poste su “pianerottoli” che spezzano la lunga scalinata,
e dai quali si può ammirare un suggestivo panorama ( Piazzale
S. Maria delle Grazie). MONUMENTO A PADRE PIO
(sec XX). Realizzato nel 1987 ad opera del famoso scultore Pericle Fazzini,
rappresenta i momenti più significativi della vita del frate,
evidenziati in quattro scene bronzee che culminano nella figura di Padre
Pio che innalza al cielo l’Ostensorio (Piazza Padre Pio) LA CELLA (sec XX) E’ un luogo da visitare con profondo raccoglimento per contemplare il luogo dove soggiornò per molti anni il beato Padre. L’arredo e le suppellettili sono quelli che furono usati a suo tempo da Padre Pio. Su un tavolino sono posti i mezzi guanti, le calze bianche con macchie di sangue. Una pezzuola usata per asciugare il sangue che usciva dal Costato, una teca contenente le crosticine delle Stimmate, libri di lettura spirituale. Il fazzoletto bianco usato per salutare i pellegrini è posto sull’inginocchiatoio. Le pantofole calzate fino all’ultima ora, della sua vita terrena, sono contenute in una teca. Una poltroncina con braccioli ,dove seduto e con la corona del rosario tra le mani, con serenità, Padre Pio raggiunse il paradiso (23 settembre 1968),(convento dei frati minori Cappuccini).
ALCUNE CHIESE DA VISITARE
CHIESA DI SANTA CATERINA
già SANTA MARIA MAGGIORE (sec XI). Edificata fra il 1086-1097
era la più antica chiesa “intra moenia universitatis”,
nelle mura dell’Università di San Giovanni Rotondo, cioè
nelle mura dell’antica città. CHIESA DI SAN DONATO (sec XIII). L’epigrafe apposta sul portale di ingresso attesta che la costruzione della chiesa risale all’Anno Domini 1292 ad opera dei Germani, della ricca famiglia che aveva la sua dimora a pochi metri dal tempio stesso. È nota soprattutto perché la volta al suo interno custodisce pregevoli affreschi ritraenti alcuni momenti della vita della Madonna (c.so Regina Margherita).
MUSEO DELLE CERE DI PADRE PIO ( PALAZZO MORCALDI )
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COMITATO
ORGANIZZATORE
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